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                                                                                       PROPOSTE PER IL MANIFESTO DELLA PROFESSIONE

 

Le associazioni sindacali ADC e ANC quest’anno compiono rispettivamente 90 e 69 anni, traguardi ragguardevoli per le associazioni, gli associati e la professione. Infatti, da queste e da altre associazioni di categoria sono sempre venute le maggiori spinte al rinnovamento della nostra professione, gli approfondimenti e le richieste che hanno determinato cambiamenti e dato prestigio alla categoria.

Dalle richieste di queste due associazioni è, ad esempio, arrivata la nascita degli ordinamenti professionali e l’istituzione dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e del Collegio dei Ragionieri.

 

Non si tratta di istanze corporativistiche, ma del riconoscimento dell’interesse pubblico che riveste la prestazione del professionista e della necessità di tutelare i clienti.

 

Oggi il mondo intorno alla professione muta con ritmi accelerati, dettati dall’innovazione tecnologica, dall’impatto ambientale, dalla modernizzazione delle regole e con una normativa specifica che fatica a tenere il ritmo della rivoluzione tecnologica.

 

All’orizzonte si prefissa, già da tempo, un cambiamento, anzi forse un mutamento epocale della professione, almeno per come questa è stata sino ad oggi conosciuta e svolta. Un pessimismo serpeggia nei nostri congressi, nei nostri Stati generali e nei nostri studi. Sentiamo ripetere sempre più spesso che le nostre competenze saranno presto obsolete, che dilagante sarà la sostituzione del commercialista con software sempre più efficienti o con soggetti più standardizzati ed organizzati. Ci sentiamo dire che siamo inadeguati e che dobbiamo specializzarci. Pronostici nefasti, dettati da aruspici, asseriscono che in cinque anni saremo più che dimezzati.

 

Le associazioni ADC e ANC pensano invece che se si sapranno intercettare, gestire e accompagnare  questi cambiamenti, potrebbero aprirsi anche per la categoria nuove importanti opportunità, una nuova era di serenità professionale e un buon lavoro. Se invece la conduzione di questo epocale passaggio sarà gestita pensando più a logiche di breve termine, di orticelli, di potere e di business o, in generale, in maniera superficiale o miope, la categoria rischia non il dimezzamento ma l’estinzione!!

 

Il World Economic Forum e la prestigiosa rivista Harvard Business Review, nell’analizzare il mondo lavorativo futuro, individuano negli esperti intermediari la chiave di volta delle relazioni aziendali, poiché questi professionisti avranno il compito di semplificare e di conciliare flessibilità e sicurezza. Tale ruolo ben si accorda con le nostre competenze e con la professione che svolgiamo.

 

Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili ha indetto una consultazione con le Associazioni al fine di raccogliere le idee e redigere un “Manifesto” della professione, che successivamente sarà presentato alla Politica.

 

Il “Manifesto” dovrà contenere gli elementi chiave rispetto ai quali si potrà ottenere il riconoscimento della Politica, a nostro avviso sono 5 le principali macroaree nell’ambito delle quali ricondurre le diverse proposte programmatiche per lo sviluppo della categoria ed il miglioramento della professione:

 

COMPETENZE

SPECIALIZZAZIONI

SEMPLIFICAZIONI

AGGREGAZIONI

AGEVOLAZIONI

 

1.       Competenze

 

Le attività richieste dal mercato ai commercialisti sono molteplici e tutte consone al bagaglio di competenze e conoscenze tipiche della nostra professione.

Tra queste, forte spinta è stata data in ambito di certificazioni fiscali, nel ruolo di sussidiarietà (anche se non formalizzata) della P.A., nello svolgimento di pubblici servizi (ne è un riconoscimento indiretto quello fatto dall’Autorità di garanzia dello sciopero), nell’ausilio alla Giustizia nelle crisi di impresa e nel sovra indebitamento, ma altre si profilano all’orizzonte.

Oggi è importante che tutte queste funzioni, egregiamente svolte dai commercialisti, trovino un riconoscimento giuridico, anche con funzioni esclusive. Altre professioni sono riuscite ad ottenere riconoscimenti simili ed è pertanto doveroso anche per noi provare ad ottenerli impiegando tempo e risorse.

Al centro del manifesto programmatico, pertanto, si pone l’ampliamento dell’oggetto della professione con una riforma che introduca nuove funzioni e nuovi compiti, che la figura del commercialista di fatto  già è chiamata a svolgere. Una riforma questa che non può prescindere da una attribuzione chiara e definita di ruoli e competenze degli Ordini Professionali, le cui funzioni principali sono: garantire  la  tutela della fede pubblica, vigilare sull’osservanza della legge professionale e sul legale esercizio della professione in contrasto a pratiche abusive, nonché sulla sua indipendenza e decoro.

 

L’azione degli Ordini Professionali in ambiti diversi, come quello dei servizi professionali, pone, a nostro avviso, il rischio concreto di uno snaturamento del loro ruolo istituzionale e delle finalità che la legge attribuisce loro.

 

Le nostre proposte vertono anche sull’individuazione di alcune nuove funzioni, legate alle nuove tecnologie, che il Commercialista può svolgere a pieno titolo e che devono essere inserite tra le attività proprie della professione.

La nostra analisi parte dai controlli esterni, ribadendo con forza che nei collegi sindacali di ogni Ente del settore privato e della Pubblica Amministrazione, delle Fondazioni e degli Enti non commerciali, fatti salvi i requisiti richiesti per il controllo legale dei conti, la competenza deve essere dei Commercialisti. Non è possibile tollerare in Enti pubblici (siano essi Ordini professionali o altri Enti non territoriali), in Casse di Previdenza, in Fondazioni di ogni tipo, la presenza nei collegi di professionalità estranee alla nostra.

 

Per la difesa delle competenze, si rivendica per la categoria:

 

  •   Il riconoscimento del ruolo del commercialista e della dignità del lavoro che lo stesso svolge nell’interesse collettivo (regolamentazione del mercato professionale in ambito tributario legge 4/2013 - vigilanza da parte del Ministero delle Finanze, del Ministero del Lavoro oltre che del Ministero della Giustizia, così come per i Consulenti del Lavoro da parte del Ministero del lavoro).

 

  •   Il riconoscimento delle prerogative/esclusive (attribuzione del ruolo di incaricato di pubblico servizio, rapporto di sussidiarietà, certificazioni/attestazioni anche per le attività economiche minori con riconoscimento economico minimo garantito per alcune attività).

 

  •   L’attribuzione di tutte quelle attività professionali in materia di lavoro che oggi sono inspiegabilmente riservate solo ai consulenti del lavoro: Asseverazione dei rapporti di lavoro Asseco - Certificazione dei contratti di lavoro - Assistenza nelle sedi conciliative e certificative delle controversie in materia di lavoro - Dimissioni online – Formazione dei praticanti in materia del lavoro.

 

  •   L’inclusione delle competenze specifiche della categoria elencate nel D.Lgs. 139/2005 all’interno del nostro Albo, con la conseguente eliminazione di tutti gli elenchi, registri, ruoli  che sono stati istituiti ultimamente.

 

Si chiede altresì che agli iscritti all’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili siano riconosciute le seguenti competenze:

 

  •           La gestione tecnico-finanziaria degli scambi ed investimenti internazionali; la consulenza relativa ai sistemi di regolamento e finanziamento delle transazioni internazionali, change management;
  •           Il business procurement e export management;
  •           L’ottimizzazione, lo sviluppo e il controllo della gestione finanziaria d’impresa;
  •           La consulenza per la predisposizione e gestione delle fasi di avvio delle start-up;
  • La redazione e la consulenza dei Modelli di Gestione e Controllo ex D.Lgs. 231/01, partecipazione agli Organismi di vigilanza ex D.Lgs. 231/01;
  • L’attività di consulenza e controllo aziendale (struttura organizzativa dell’assetto amministrativo, contabile, procedurale, consulenza su strategie politiche e pianificazione strategica ed operativa. Ristrutturazioni e riposizionamento di mercato, redazione di business model innovativi, consulenza in materia di analisi e formulazione di strategie di marketing);
  •       L’attività di consulenza in tema di gestione dei rischi;
  •           La consulenza sulla normativa antiriciclaggio;
  •           La consulenza sulla normativa privacy redazione GDPR;
  •           Il controllo di qualità;
  •            L’attività di consulenza in materia bancaria e finanziaria e la negoziazione e dialogo con gli istituti di credito;
  •           Le consulenze e perizie in relazione a contratti bancari, contratti di cessione d’azienda, atti di compravendita immobiliari al di sotto dei 100.000,00 euro, assistenza alla partecipazione alle aste;
  •           La consulenza in relazione alla redazione di bandi pubblici e progetti finanziati;
  •       L’analisi, la certificazione e/o l’attestazione, contabile, amministrativa o fiscale, relativamente ai flussi di dati digitali. Attività di consulenza in digital business e nei processi di digitalizzazione;
  • Possibilità di effettuare i trasferimenti o affitti d’azienda, altri atti pubblici e scritture private autenticate, senza ausilio del notaio; così come i contratti di locazione “concordati, senza il visto apposto dalle associazioni di inquilini o proprietari di immobili;
  •  Funzione di consulente nelle procedure di appalto e di facilitatore nelle eventuali controversie.

 

 

  1.        Specializzazioni – Opportunità o meno di creare elenchi di specialisti all’interno dell’albo.

 

In materia di specializzazioni all’interno della professione di Dottore Commercialista e di Esperto contabile, ADC e ANC non sono pregiudizialmente contrarie a che i Commercialisti migliorino sempre di più le proprie competenze e siano in grado di fornire ai propri clienti ed alla collettività consulenze e prestazioni professionali di alto livello. Non dimentichiamo però che la peculiarità e il successo della nostra professione, che si è affermata e consolidata pressoché in assenza di esclusive, è stata quella di avere formazione e competenza economico/giuridica a tutto tondo, che hanno permesso al commercialista di poter fornire una consulenza ai propri clienti, imprese e lavoratori autonomi in particolare, in grado di contemperare e armonizzare tutti gli aspetti, da quello economico a quello civilistico, fiscale e previdenziale. Questa cultura ha consentito un approccio di assistenza al cliente che inquadra molteplici sfaccettature e che consente al professionista di valutare e contemperare tutti gli  effetti civilistici e fiscali conseguenti alle diverse operazioni aziendali/professionali.

 

Ora questa è la peculiarità della nostra professione, il nostro segno distintivo rispetto ad altre professioni, che non deve andare dissipato concentrandosi solo su singoli, seppur importanti, aspetti, perdendo di vista la valutazione d’insieme, poiché le competenze trasversali sono il valore che ci consentirà di rimanere competitivi.

Una grossissima criticità inoltre è l’allungarsi del percorso formativo. Con il biennio richiesto per acquisire le specializzazioni, il percorso formativo del Commercialista arriva a ben otto anni e mezzo (5 anni per la laurea, un anno e mezzo di praticantato, due anni per le specializzazioni) che porteranno i giovani professionisti ad essere pronti per esercitare non prima dei 30 anni di età. Troppo, davvero troppo per un mercato del lavoro in continua evoluzione, che richiede ai professionisti di essere competitivi e che consente ad altri professionisti di svolgere le stesse funzioni senza questi tempi lunghi, con percorsi

 

formativi più semplici. Se l’obiettivo è competere positivamente sul mercato non ha senso specializzarsi su materie in cui siamo in concorrenza con altre categorie, a volte anche imprenditoriali.

Non convince inoltre per nulla il teorema specializzazione = formazione. Tutto ciò configura la negazione di noi stessi (anche il nostro percorso prevede la pratica obbligatoria), dal momento che specializzarsi dovrebbe esaltare non tanto o non soltanto il “sapere” ma il “saper fare”. In tal senso sembra contraddittorio, oltre che poco utile sul mercato, formare specializzandi che dopo 200 ore di aula e zero di pratica acquisiscono un titolo, a scapito di professionisti che sul campo hanno maturato un’esperienza pratica, ben più strutturata e complessa. Anche il titolo di specialista limitato a due sole specializzazioni è incomprensibile ed eccessivamente anacronistico in un Paese dove, a parole, tutti lamentano la penalizzazione delle giovani generazioni, mentre nei fatti si fa di tutto per mantenere i diritti acquisiti di “chi c’era prima”.

Inoltre la questione specializzazioni viene ricondotta all’operatività delle SAF. Il percorso SAF deve essere autonomo rispetto alle specializzazioni; le SAF devono mirare a rendersi autonome ed efficaci sul mercato, nella misura in cui siano in grado di proporre una formazione migliore rispetto ai competitor, indipendentemente dalle specializzazioni. Diversamente, dovremmo sovvertire il rapporto di causa effetto tra specializzazioni e SAF, dove quest’ultime sono lo strumento delle prime e non viceversa. Per i motivi sopra esposti alle Associazioni ADC e ANC sembra opportuno non creare elenchi di specialisti all’interno dell’albo, almeno per le attività e le funzioni che già oggi vengono svolte.

 

Aree da individuare per creare gli elenchi:

 

ü  Crisi di impresa

  •   Diritto internazionale
  •   Utilizzo delle tecnologie e dei dati digitali
  •   Consulenza nel settore bancario e finanziario
  •   Revisione e organizzazione degli enti pubblici e locali
  •   Consulenza e revisione enti terzo settore
  •   Consulenza e revisione per le cooperative

 

 

  1.        Semplificazioni normative da attuare

 

Da sempre ADC e ANC sollecitano un vero processo di semplificazione nel Paese che interessi diversi ambiti normativi:

 

fiscale - contenzioso - enti terzo settore - enti locali - crisi d’impresa – antiriciclaggio – privacy – formazione – deontologia - incompatibilità.

 

Tra le proposte che per ADC e ANC sono da ricomprendere nel manifesto programmatico della categoria:

 

  •           Una riforma urgente e organica del sistema fiscale, che sia duratura e non soggetta continuamente agli scenari mutevoli della politica;
  •           Ripristino dei ruoli in ambito fiscale: Legislatore – MEF – Agenzie delle Entrate/Guardia di Finanza – Commercialisti (in nessun caso l’Agenzia delle Entrate può assurgere a consulente dei contribuenti); razionalizzazione delle scadenze fiscali che metta fine alla consueta emergenza proroghe;
  •           Certezza del diritto e rispetto delle regole da parte della Pubblica Amministrazione;
  •           Elevare lo Statuto del Contribuente a legge di rango costituzionale;
  •           Disponibilità di software e modelli con ampio anticipo rispetto al termine di scadenza dell’adempimento (almeno 60 giorni);
  •           Sospensione di tutti i termini di pagamento e dichiarativi per il commercialista e per i suoi clienti in caso di malattia o infortunio grave del professionista;
  •           Revisione del sistema sanzionatorio. Quello attualmente in vigore è infatti sproporzionato rispetto all’effettivo danno causato da errori, nonché alle responsabilità del professionista nello svolgimento delle sue funzioni;
  •           Depenalizzazione e rimodulazione del regime sanzionatorio nell’ambito dell’attività di revisione e collegio sindacale ( possibilmente proporzionato al compenso percepito);
  •           Revisione degli adempimenti in materia di Antiriciclaggio in capo ai commercialisti ( revisione e snellimento delle procedure);
  •           Revisione dell’applicazione della normativa sulla privacy in capo agli studi professionali;
  •           Assicurabilità delle sanzioni fiscali dirette ai commercialisti, in alternativa revisione del regime sanzionatorio Leggi 471/472 del 1997;
  •           Accesso per i commercialisti, con riferimento ai contribuenti in delega, a tutti i dati presenti in Anagrafica Tributaria, gli stessi che sono in possesso dell’Agenzia delle Entrate;
  •           Ripristino delle tariffe o, in subordine, definizione del minimo compenso praticabile, anche in attuazione dell’equo compenso, così come previsto per la categoria degli avvocati;
  •           Impossibilità per la P.A. di richiedere prestazioni professionali a titolo gratuito.

 

4.       Aggregazioni

 

L’aggregazione professionale si impone sempre più quale soluzione da adottare per essere in grado di rispondere adeguatamente alle richieste dei cittadini, per essere competitivi sul mercato; pertanto la cooperazione intellettuale costituisce il futuro al quale dovrà necessariamente guardare la nostra professione.

Attualmente il nostro sistema legislativo prevede che l’aggregazione professionale possa realizzarsi mediante la forma dello studio associato oppure attraverso la Società tra Professionisti (STP), introdotta dalla Legge di Stabilità del 2012, strumenti per i quali chiediamo l’introduzione di specifici incentivi fiscali.

 

Le proposte ADC e ANC sull’argomento riguardano:

 

  •           Accesso alla flat tax anche per le aggregazioni dei professionisti secondo le modalità da noi indicate;
  •           Credito di imposta per i nuovi investimenti in hardware e software: se l’Amministrazione finanziaria chiede agli intermediari di collaborare in maniera sostanziale, in cambio gli investimenti del triennio 2019-2021 per l’ammodernamento delle strutture devono essere agevolati;
  •           Credito di imposta per i costi di formazione ed in particolare per i costi di aggiornamento nelle scuole di alta formazione, con benefici aggiuntivi per gli iscritti al di sotto dei 40 anni;
  •           Accesso dei commercialisti ai finanziamenti agevolati, anche a livello europeo, per l’aggregazione professionale, oltre che per la formazione e la digitalizzazione;
  •           Considerare fiscalmente il reddito prodotto dalle STP come reddito di lavoro autonomo e non prevedere l’applicazione della normativa inerente la crisi d’impresa.

 

5.       Agevolazioni

 

  •           Possibilità di usufruire delle medesime agevolazioni introdotte a sostegno degli imprenditori:

Credito d'imposta investimenti 45% (macchinari, attrezzature, impianti);

Credito pubblicità su giornali e televisione dal 75% al 90% (tv e radio analogiche e online, giornali quotidiani e periodici);

  •   Credito d'imposta formazione, 50% del costo del personale dipendente;
  •   Ricerca e Sviluppo, credito imposta 25% o 50% dell'incremento spese;
  •   Titolo 2° contributo in conto interesse e conto impianto;
  •   Superamento 130% ;
  •   Iperammortamento 250%;
  •   Voucher digitalizzazione 50% (software, hardware, servizi specialistici);
  •   Nidi agevolazioni nuove imprese 100%;
  •   Garanzia giovani.

 

Roma, 20 marzo 2019

 

 

              Dott. Marco Cuchel                 Dott. Vincenzo De Maggio                                             Presidente ANC                             Presidente ADC                                                                 

 

 

DISSERVIZI FATTURA ELETTRONICA

LETTERA ANC AL MINISTRO DELL’ECONOMIA 

 

A seguito dell’intervento del Ministro dell’Economia Giovanni Tria sulla fattura elettronica in occasione del question time alla Camera lo scorso 9 gennaio, l’Associazione Nazionale Commercialisti ha ritenuto di rivolgersi oggi al Ministro per segnalare come la situazione sia tutt’altro che rassicurante in conseguenza degli errori e delle anomalie che professionisti e imprese continuano a registrare nel funzionamento del servizio.  

“ Ci è difficile comprendere – scrive il Presidente dell’Associazione Nazionale Commercialisti Marco Cuchel - come sia possibile minimizzare o addirittura negare i diffusi problemi che imprese e professionisti economici continuano a riscontare nell’utilizzo sia del canale dell’Agenzia delle Entrate, sia delle diverse piattaforme private delle software house presenti sul mercato”.

“A sole poche settimane dal suo debutto – prosegue il Presidente Cuchel nella missiva indirizzata al Ministro Tria - il sistema di fatturazione elettronica appare già in affanno e al limite del caos, e ci preme far presente che la denuncia di disservizi da parte dell’Associazione Nazionale Commercialisti non è il frutto di un infondato allarmismo ma è supportata dalle molteplici segnalazioni provenienti da professionisti e imprese di tutta Italia che continuano a comunicarci i problemi riscontrati e che, così come la stessa ANC, non accettano di passare per visionari.”. 

L’ANC ha inteso ribadire le numerose criticità che contraddistinguono non solo il portale Fatture e Corrispettivi dell’Agenzia delle Entrate ma anche piattaforme private, che in alcuni casi sono arrivate addirittura a sospendere l’invio di tutte le fatture al Sistema di Interscambio (SdI) nell’attesa di riuscire a risolvere problemi tecnici.

Rallentamenti, blocchi, assistenza inadeguata se non inesistente, un percorso ad ostacoli quello denunciato dall’ANC che sta producendo i suoi effetti negativi sull’attività di molte imprese, penalizzando in particolare quelle più piccole, senza però risparmiare le realtà più strutturate.

L’ANC, che continua a raccogliere dettagliate e circostanziate segnalazioni sul malfunzionamento del sistema, ha evidenziato che dal 2 gennaio scorso i problemi  delle nuove procedure non sono mai cessati e continuano a interessare principalmente i seguenti aspetti: interruzione del collegamento, emissione delle fatture, scarto delle fatture, consegne anomale di fatture non presenti nello SdI, importi finali di fatture errati o inesistenti, gestione delle deleghe da parte dell’Agenzia delle Entrate.

“Anche nel corso della giornata di oggi – afferma il Presidente Cuchel - sono stati segnalati all’ANC, a più riprese, blocchi del sistema, inoltre, sempre oggi, una delle più importanti piattaforme logistiche di food in Italia, che fornisce le principali reti di franchising anche a livello internazionale, ha reso noto che dal 3 gennaio scorso ha sospeso gli invii delle fatture allo SdI causa problemi tecnici.”.         

L’ANC, che ha rivendicato di aver sempre agito con correttezza, in modo trasparente e propositivo, ha evidenziato l’importanza di far sì  che i problemi siano superati e che il sistema funzioni correttamente nell’interesse e a beneficio della collettività.

“L’ANC – conclude Cuchel - respinge qualsiasi forma di strumentalizzazione e auspica, con l’atteggiamento collaborativo che la contraddistingue, l’opportunità di avere un’interlocuzione con il MEF sul tema.”.

CAOS FATTURA ELETTRONICA CONTINUA LA RACCOLTA ANC DELLE SEGNALAZIONI DI MALFUNZIONAMENTO DEL SISTEMA DA PARTE DEI COLLEGHI

 Prosegue l'attività dell’Associazione Nazionale Commercialisti volta a denunciare i gravi disservizi del sistema della fatturazione elettronica, rispetto ai quali l'Associazione continua a invocare interventi urgenti del legislatore e delle istituzioni coinvolte.L'ANC ricorda ai commercialisti l'invito a voler segnalare, scrivendo all'indirizzo segreteria@ancnazionale.it e allegando anche immagini delle schermate con i messaggi di errore, ogni anomalia riscontrata nell'utilizzo sia della piattaforma dell'Agenzia delle Entrate sia delle numerose piattaforme private delle software house dedicate alla fatturazione elettronica. "In questa fase - spiega il Presidente ANC Marco Cuchel - il contributo dei colleghi è prezioso per dimostrare e far comprendere che, diversamente da quanto si voglia far credere - la fattura elettronica non sta funzionando come dovrebbe e che purtroppo molteplici sono i disagi cui sono costretti milioni di contribuenti.". L'ANC ringrazia tutti i colleghi che stanno facendo e che faranno pervenire le loro segnalazioni.       

ASSOCIAZIONE NAZIONALE COMMERCIALISTI DI MILANO

ASSOCIAZIONE REGIONALE COMMERCIALISTI DELLA LOMBARDIA (ARCOL LOMBARDA)

Segreteria via Giordano Bruno n.5/1–20154 Milano

Tel. 02/87386210 - Fax 02/3491519 - E-mail arcol@italynk.it C.F. 97145950156 – P.I. 11398550159

 

 
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ADC – AIDC – ANC – ANDOC – UNAGRACO – UNGDCEC – UNICO

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO

(****) ovvero ( basta basta basta basta)

Errore bloccante che determina lo scarto dell’intera fornitura  

Ore 16.31 del 29.09.2016,  nel pieno del turbinio degli invii dei dichiarativi, a circa 31 ore dalla scadenza, nel silenzio assordante dei vertici di categoria impegnati in una sterile campagna elettorale, appare l’Aggiornamento GERICO 1.0.7. 

Il primo pensiero di ogni persona sana di mente è che un virus ha attaccato il sito dell’Agenzia delle Entrate! Nessuno potrebbe mai sognarsi di rilasciare una nuova versione del software di calcolo degli Studi di settore ad un giorno dalla chiusura dei giochi. 

Sì, dei giochi, evidentemente!

Perché forse ci si immagina che migliaia di commercialisti, che cercano in questi giorni di decodificare errori ed asterischi, per compiere correttamente il proprio lavoro e permettere che l’Amministrazione finanziaria riceva i dati dei contribuenti, lo facciano per gioco o forse per una sorta di perversione masochistica! Altrimenti, si dovrebbe parlare di disprezzo e arroganza nei confronti del lavoro altrui!

Allora sembra inutile parlare di Compliance e di equo confronto tra fisco e contribuente.

Le Associazioni nazionali degli iscritti all’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, ADC - AIDC - ANC – ANDOC – UNAGRACO – UNGDCEC – UNICO,  riunite in coordinamento, ribadiscono a gran voce, dopo tante parole spese in questi giorni per parlare di semplificazione e riordino delle scadenze, come sia ormai improrogabile stabilire chiaramente che qualunque aggiornamento del software dei dichiarativi debba obbligatoriamente comportare l’automatico spostamento in avanti delle scadenze.

Dal momento che il rispetto per il lavoro altrui sembra ormai solo un’affermazione senza significato, le Associazioni della categoria intendono operare per renderlo una priorità!

Marco Luchetti Maria Paglia  Vice Presidenti ADC – Associazione Dottori Commercialisti 

Roberta Dell’Apa Presidente AIDC – Associazione Italiana Dottori Commercialisti 

Marco Cuchel Presidente ANC – Associazione Nazionale Commercialisti 

Amedeo Sacrestano Presidente ANDOC - Associazione Nazionale Dottori Commercialisti 

Giuseppe Diretto Presidente UNAGRACO – Unione Nazionale Commercialisti ed Esperti Contabili 

Fazio Segantini Presidente UNGDCEC – Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili 

Domenico Posca Presidente UNICO – Unione Italiana Commercialisti  

 

 

 

                            

       

 

                                

COMUNICATO STAMPA

MODELLO UNICO E SEMPLIFICAZIONE FISCALE: COME REPLICARE UN INSUCCESSO

Se pensiamo – afferma Marco Cuchel Presidente dell’Associazione Nazionale Commercialisti - alla ormai nota compliance fiscale e quindi all’intenzione del  Governo di avviare una nuova stagione nel rapporto tra contribuenti e fisco,  improntata alla collaborazione, incentivando gli adempimenti spontanei, dobbiamo prendere atto che la realtà dei fatti smentisce clamorosamente le intenzioni.

La compliance è certamente una scelta che va nella direzione giusta, anche se questo nuovo sistema dovrebbe presupporre il rispetto di un principio che, purtroppo, sebbene previsto da diverse norme e dallo stesso Statuto del Contribuente, l’Amministrazione finanziaria continua a violare: non si possono chiedere al contribuente informazioni che sono già in possesso dell’Amministrazione Finanziaria.   

Una prova recente dell’ennesima violazione di questo principio è il nuovo quadro VI della dichiarazione Iva 2016. Il quadro prescrive di indicare, relativamente alle dichiarazioni d’intento ricevute da parte dei fornitori di soggetti esportatori abituali, dei dati, quali partita iva e numero trasmissione di protocollo della dichiarazione d’intento trasmessa, che sono già in possesso dell’Amministrazione Finanziaria. 

Ora, tenuto conto che il Decreto Semplificazioni del 2014 per l’anno 2015 ha esonerato il fornitore di soggetti esportatori abituali dall’invio dei dati, reintrodurre con il nuovo quadro della dichiarazione Iva l’adempimento per lo stesso anno di riferimento non è solo prova di un agire evidentemente contraddittorio, ma dimostra anche una volontà ben precisa: moltiplicare adempimenti superflui per i quali la probabilità di incorrere in errori formali, da parte del contribuente, è considerevole,  con l’obiettivo ultimo di applicare sanzioni.  

“E’ sempre la solita storia – aggiunge Cuchel – si aggiungono adempimenti nuovi, del tutto inutili, contravvenendo anche, come nel caso del quadro VI della dichiarazione Iva, a delle precise norme, con l’unico risultato di aggravare ingiustificatamente il lavoro dei professionisti intermediari e di complicare la vita dei contribuenti, già alle prese con un fisco che non è propriamente un modello di semplicità e trasparenza.”.

Ci possiamo allora legittimamente chiedere: anche l’Amministrazione Finanziaria sbaglia o l’errore è sempre del contribuente?  Sia i professionisti sia i contribuenti, molte volte alle prese con avvisi bonari ingiustificati, magari per ravvedimenti operosi effettuati regolarmente ma non abbinati dal sistema, o con cartelle esattoriali altrettanto ingiustificate, sanno bene che anche l’Amministrazione Finanziaria può fare degli errori ed è un aspetto questo che non dovrebbe essere né ignorato né sottovalutato nell’ambito del rapporto con i cittadini contribuenti.

“Vogliamo però essere chiari: come ANC - prosegue Cuchel – da sempre sosteniamo la necessità di un contrasto forte e deciso all’evasione fiscale e a tutti quei comportamenti che producono conseguenze negative sul fronte del gettito fiscale, a danno della collettività. Come cittadini, prima ancora che come professionisti economici, crediamo che il comportamento nei confronti del fisco debba essere improntato al rispetto delle norme e alla trasparenza e che quando ciò non accade da parte dell’Amministrazione sia doveroso intervenire con fermezza e rigore. Tuttavia,  riteniamo che altrettanto doverosamente sia necessario da parte dell’Amministrazione finanziaria saper distinguere e valutare di conseguenza gli errori che hanno natura unicamente formale che non hanno ripercussioni sul gettito. La compliance fiscale è anche questo aspetto oltre al fatto che la semplificazione deve tradursi in benefici tangibili per i contribuenti, e su quest’ultimo punto le perplessità sono davvero molte.”.

L’Amministrazione Finanziaria ha deciso che quest’anno l’operazione 730 precompilato, a suo tempo presentata come la grande rivoluzione di semplificazione e che, tuttavia, ha visto una percentuale bassissima di fruitori rispetto ai contribuenti che hanno dovuto ricorrere ad integrazioni o modifiche, avrà la sua replica nel modello Unico precompilato. Anche questa volta, l’operazione di comunicazione che a livello istituzionale è stata messa in moto nel presentare la novità, tende ad esaltare l’ambiziosa portata del progetto, per offuscarne le sacche di ambiguità e di difficoltà che, pure, permangono in maniera preponderante.

Il modello che il contribuente potrà scaricare, e che riguarderà solamente le persone fisiche, sarà nella maggior parte dei casi incompleto di tutti i dati necessari (come del resto avviene già per il 730 precompilato) e si renderà comunque necessario per il contribuente verificare ogni singolo elemento ed apportare le necessarie modifiche attraverso farraginose procedure.

Si ripropone, in sostanza, quanto è avvenuto lo scorso anno per il 730 precompilato: dati incompleti e aggravio di lavoro per coloro che assistono i contribuenti, e persiste la martellante campagna sulle supposte semplificazioni, di cui professionisti e contribuenti ancora non vedono i benefici effetti.

E’ sotto gli occhi di tutti come il rapporto costi/benefici di queste operazioni che dovrebbero rivoluzionare il nostro fisco sia profondamente sproporzionato. Si può ragionevolmente ritenere che i costi sostenuti, sia dal punto di vista delle risorse umane impegnate sia delle risorse economiche stanziate, siano notevoli, purtroppo però i contribuenti continuano a non avere percezione dei benefici che queste riforme dovrebbero garantire loro.

“Dovremmo avere il coraggio di riconoscere – conclude Cuchel – che la stagione del cambiamento e della vera semplificazione fiscale nel nostro Paese non ha ancora avuto inizio.”. 

 

 

 

 

INFORMATIVA  PROGETTO ANC SUL MICROCREDITO:

PRESENTAZIONE ED OPERATIVITA’

L’Associazione Nazionale Commercialisti è promotrice di un progetto volto a favorire la conoscenza e l’accesso al microcredito da parte di tutti quei soggetti ai quali la normativa consente di ricorrere a questo forma di finanziamento che, alternativa rispetto al sistema creditizio tradizionale, può costituire uno strumento efficace per incentivare lo sviluppo e la crescita della microimprenditorialità nel nostro Paese.  

Il Fondo di Garanzia sulle operazioni di microcredito, gestito dal Ministero dello Sviluppo Economico, si pone l’obiettivo, mediante la concessione di una garanzia pubblica, di sostenere l’avvio e lo sviluppo di microimprese, favorendone l’accesso alle fonti di finanziamento.    

Per il suo ruolo professionale, la categoria dei commercialisti è quotidianamente al fianco delle PMI e per tale ragione è importante che la stessa assuma una funzione di primo piano nell’assicurare assistenza e supporto alle piccole e microimprese, mettendo le proprie competenze e conoscenze al servizio di questo progetto, con il quale si intende dare prova concreta di attenzione e vicinanza alle piccole realtà imprenditoriali che compongono in prevalenza il tessuto economico nostrano.   

Obiettivo principale del progetto dell’ANC è la creazione di una rete, a livello nazionale, di professionisti iscritti all’Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili ed associati ANC che, gratuitamente, si rendono disponibili ad assistere e supportare i soggetti intenzionati a presentare la richiesta di prenotazione di risorse, la quale deve essere effettuata telematicamente, accedendo all’apposita sezione del sito internet del fondo di garanzia (www.fondidigaranzia.it) dedicata al microcredito.   

Per i soggetti interessati a beneficiare di questo canale di accesso a fonti di finanziamento, il sostegno del commercialista può essere prezioso nelle diverse fasi dell’iter operativo: verifica del possesso dei requisiti previsti dalla normativa per accedere al microcredito, valutazione della sostenibilità economica dell’idea imprenditoriale, assistenza nella presentazione della prenotazione telematica di risorse nonché nella predisposizione della documentazione necessaria alla presentazione della domanda di microcredito presso i soggetti finanziatori.   

Sul sito dell’ANC nella pagina dedicata al progetto nazionale è attiva la procedura con la quale i professionisti  interessati possono dare la propria disponibilità a far parte della rete nazionale dedicata all’assistenza sul microcredito:  http://www.ancnazionale.it/progetto-anc-sul-microcredito-presentazione-ed-operativita/  

La rete dei professionisti ANC, la cui struttura sarà a livello regionale e verrà man mano implementata per coprire l’intero territorio, sarà presto consultabile all’interno della pagina dedicata al microcredito, dove sono attualmente disponibili le informazioni sul progetto, il collegamento al portale del Fondo di Garanzia e la normativa di riferimento.   

E’ parte del progetto nazionale, infine, anche l’impegno dell’ANC a promuovere l’organizzazione di attività informative e formative sul tema del microcredito attraverso eventi dedicati (convegni, seminari, workshop) in occasione dei quali favorire la conoscenza di questo canale di finanziamento da parte di piccoli imprenditori e professionisti. 

ADC – AIDC – ANC – ANDOC – UNAGRACO – UNGDCEC – UNICO

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO

(****) ovvero ( basta basta basta basta)

Errore bloccante che determina lo scarto dell’intera fornitura  

Ore 16.31 del 29.09.2016,  nel pieno del turbinio degli invii dei dichiarativi, a circa 31 ore dalla scadenza, nel silenzio assordante dei vertici di categoria impegnati in una sterile campagna elettorale, appare l’Aggiornamento GERICO 1.0.7. 

Il primo pensiero di ogni persona sana di mente è che un virus ha attaccato il sito dell’Agenzia delle Entrate! Nessuno potrebbe mai sognarsi di rilasciare una nuova versione del software di calcolo degli Studi di settore ad un giorno dalla chiusura dei giochi. 

Sì, dei giochi, evidentemente!

Perché forse ci si immagina che migliaia di commercialisti, che cercano in questi giorni di decodificare errori ed asterischi, per compiere correttamente il proprio lavoro e permettere che l’Amministrazione finanziaria riceva i dati dei contribuenti, lo facciano per gioco o forse per una sorta di perversione masochistica! Altrimenti, si dovrebbe parlare di disprezzo e arroganza nei confronti del lavoro altrui!

Allora sembra inutile parlare di Compliance e di equo confronto tra fisco e contribuente.

Le Associazioni nazionali degli iscritti all’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, ADC - AIDC - ANC – ANDOC – UNAGRACO – UNGDCEC – UNICO,  riunite in coordinamento, ribadiscono a gran voce, dopo tante parole spese in questi giorni per parlare di semplificazione e riordino delle scadenze, come sia ormai improrogabile stabilire chiaramente che qualunque aggiornamento del software dei dichiarativi debba obbligatoriamente comportare l’automatico spostamento in avanti delle scadenze.

Dal momento che il rispetto per il lavoro altrui sembra ormai solo un’affermazione senza significato, le Associazioni della categoria intendono operare per renderlo una priorità!

Marco Luchetti Maria Paglia  Vice Presidenti ADC – Associazione Dottori Commercialisti 

Roberta Dell’Apa Presidente AIDC – Associazione Italiana Dottori Commercialisti 

Marco Cuchel Presidente ANC – Associazione Nazionale Commercialisti 

Amedeo Sacrestano Presidente ANDOC - Associazione Nazionale Dottori Commercialisti 

Giuseppe Diretto Presidente UNAGRACO – Unione Nazionale Commercialisti ed Esperti Contabili 

Fazio Segantini Presidente UNGDCEC – Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili 

Domenico Posca Presidente UNICO – Unione Italiana Commercialisti  

ADC – AIDC – ANC – ANDOC – UNAGRACO – UNGDCEC – UNICO

 

COMUNICATO CONGIUNTO

MOBILITAZIONE GENERALE DEI COMMERCIALISTI

 

Come comunicato in precedenza, il 14.12.2016 le scriventi Associazioni sindacali stanno organizzando a Roma una manifestazione nel corso della quale esporre le ragioni di protesta della nostra categoria in relazione al rapporto alla stessa riservato dall’Amministrazione Finanziaria e dalla politica ed alla scarsa considerazione dei cittadini e contribuenti, da ultimo confermato con i provvedimenti in materia fiscale adottati con l’ultimo DL collegato alla legge di stabilità, recentemente convertito in legge. Tali provvedimenti sono solo gli ultimi di una lunga serie che, nel tentativo di riportare entrate alle casse dell’erario, stanno in realtà stressando e pesando sui contribuenti ed in particolare su coloro che, come noi, li assistono quotidianamente nel sempre più difficile compito di rispettare formalità e scadenze oltre che ovviamente nel contribuire alle entrate a sostegno dello Stato.

La manifestazione ha il sostegno, per il momento, del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili e di ConfProfessioni.

Nei prossimi giorni comunicheremo la sede ed il programma che vedrà alcuni interventi di rappresentanti della nostra categoria e di altre parti espressamente invitate.

Il 14 dicembre NON E’ UNA GIORNATA di SCIOPERO, ma una giornata nella quale ci sarà la possibilità di esporre il nostro punto di vista e di fare sentire la nostra voce. Lo sciopero sarà indetto ed annunciato nel corso della manifestazione poiché per poterlo attuare dovremmo porre in essere tutte le modalità previste dal CODICE DI AUTOREGOLAMENTAZIONE approvato nel 2014 e che invitiamo tutti a leggere (http://www.mgcommercialisti.it/2016/11/24/codice-autoregolamentazione-astensioni-collettive-dalleattivita-dottori-commercialisti-ed-esperti-contabili/)

La manifestazione si svolgerà per quanto possibile in una sala capiente e non sono previsti cortei.

Per informare costantemente i colleghi e per poter meglio organizzare l’evento sono stati attivati 

un sito web: www.mgcommercialisti.it

una pagina facebook:  https://www.facebook.com/MGCommercialisti/?fref=ts

ed un indirizzo dedicato:  segreteria@mgcommercialisti.it

Attraverso il sito è possibile iscriversi all’evento compilando un form (che potrete raggiungere direttamente anche a questo link  http://www.mgcommercialisti.it/2016/11/28/partecipazione-alla-manifestazione-del-14-12-2016/)

 

INVITIAMO TUTTI COLORO CHE INTENDONO PARTECIPARE ALL’EVENTO AD ISCRIVERSI FIN DA SUBITO SUL SITO, COMPILANDO IL FORM, O INVIANDO UNA MAIL A segreteria@mgcommercialisti.it 

 

Marco Luchetti Maria Paglia

Vice Presidenti ADC Associazione Dottori Commercialisti

 

 

Roberta DellApa

Presidente AIDC Associazione Italiana Dottori Commercialisti

 

 

Marco Cuchel

Presidente ANC Associazione Nazionale Commercialisti

 

 

Amedeo Sacrestano

Presidente ANDOC - Associazione Nazionale Dottori Commercialisti

 

 

Giuseppe Diretto

Presidente UNAGRACO Unione Nazionale Commercialisti ed Esperti Contabili

 

 

Fazio Segantini

Presidente UNGDCEC Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili

 

 

Domenico Posca

Presidente UNICO Unione Italiana Commercialisti

                         PROGETTO MINI BOND PER LE PMI

 L’Associazione Nazionale Commercialisti e la società DEMARTINI&PARTNERS (DEMEP) hanno sottoscritto in esclusiva un importante accordo strategico finalizzato allo sviluppo di attività e servizi finanziari attraverso la valorizzazione delle professionalità e del capillare network dei Commercialisti associati ad ANC.

Il primo progetto operativo che prende avvio sulla base dell’accordo realizzato riguarda il mercato dei Mini Bond per le PMI, quale forma di accesso a fonti di finanziamento integrativo ed alternativo a quello bancario, a sostegno dei propri progetti di sviluppo.

Questo importante Progetto di ANC  e DEMEP potrà consentire ai Commercialisti associati ANC di rafforzare il legame professionale con le proprie imprese clienti, nonché di sviluppare nuovi proficui rapporti professionali con altre imprese interessate al reperimento di nuove fonti finanziarie.

Ai professionisti associati, che decideranno di aderire al progetto, per l’attività condotta nell'ambito dello stesso è riservato un riconoscimento economico determinato sulla base dei ricavi generati da ciascuna operazione, le cui condizioni saranno illustrate nel dettaglio agli interessati dalla società DEMEP.  

 

Come è noto, i Mini Bond sono un innovativo strumento finanziario previsto nel 2012 dal Governo con il cosiddetto “Decreto Sviluppo” (D.L. n. 83 del 22 giugno 2012, D.L. n. 179 del 18 ottobre 2012 e relative leggi di conversione) e poi innovato con le modifiche normative successive, finalizzato a facilitare l’accesso delle PMI al mercato dei capitali. I principali vantaggi che lo strumento offre sono di carattere finanziario e fiscale. In particolare:

 

Vantaggi Finanziari

  • Accesso a finanziamenti non bancari per il sostentamento dei progetti di crescita, l'internazionalizzazione, gli investimenti e le operazioni aziendali straordinarie
  • Riequilibrio finanziario tra fonti, con sostituzione di debito a breve con debito a medio/lungo termine
  • Finanziamento non soggetto a revoca
  • Finanziamento non censito nel database della "Centrale Rischi"
  • Possibilità di eventuale rimborso anticipato
  • Garanzie flessibili e personalizzabili sulla base della strutturazione dell’emissione e della caratteristiche dell’azienda
  • Possibilità di richiedere al Fondo Centrale la garanzia su singole emissioni al fine di rendere il prestito obbligazionariopiù appetibile per gli investitori e meno oneroso per la azienda emittente.

 Vantaggi Fiscali ed altri benefici

  • Deducibilità completa fino a concorrenza del monte interessi attivi e, per l’eccedenza, nel limite del 30% dell’EBITDA risultante dall’ultimo bilancio approvato a condizione che gli strumenti di debito siano:
    • quotati su un mercato regolamentato
    • detenuti da investitori qualificati
    • detenuti da investitori che non partecipino direttamente o indirettamente a più del 2% del patrimonio dell’emittente
  • Deducibilità nell’anno dei costi di emissione sostenuti
  • Eliminazione del limite di emissione (in precedenza, pari al massimo a due volte il patrimonio netto)
  • Contenuta invasività del sottoscrittore della emissione nella governance della società emittente
  • Costi ragionevoli in rapporto ai benefici ottenuti e, in buona parte, legati al successo dell’emissione
  • Tempistiche normalmente contenute per lo svolgimento dell’iter finalizzato alla emissione (circa 15-18 settimane in media)
  • Elevato beneficio reputazionale per l'emittente, con vantaggi indiretti in termini di immagine aziendale e conseguente incremento di riconoscibilità da parte di clienti e fornitori.

Per quanto riguarda l’individuazione della tipologia di aziende target, va evidenziato che la normativa esclude le microimprese, cioè le società con meno di 10 dipendenti e 2 mln di euro di fatturato e individua come potenziali emittenti quelle aziende che hanno:

  • un chiaro progetto di sviluppo;
  • un buon posizionamento di mercato;
  • una valida offerta di prodotti e servizi;
  • conti in ordine (il bilancio deve essere certificato da un revisore autorizzato);
  • un solido management.

Dal punto di vista operativo, l’Accordo prevede che i professionisti associati ANC individuino - tra le PMI già loro clienti e/o tra le più importanti e dinamiche della propria zona territoriale - le aziende interessate e le assistano, in qualità di Advisor e con il supporto di DEMEP, allo scopo di giungere rapidamente ad un primo esito. Se tale prima verifica presenta un risultato NON NEGATIVO”, viene avviato l’iter istruttorio previsto e disciplinato dall’accordo,attraverso il quale è espresso il giudizio finale da parte degli investitori, che potranno fissare la cedola (concordemente con la impresa emittente) e poi acquistare la emissione.

Nello specifico, il suddetto processo di valutazione è articolato come segue:

Una prima fase nella quale l’Advisor Commercialista con il supporto di Demep- in brevissimo tempo e sulla base di output standard provenienti da uno dei principali database mondiali – riceve il profilo di rischio intrinseco dell’azienda richiedente e provvede a dare un primo feedback NON NEGATIVO o negativo, in merito alla ammissibilità di tale impresa alla fase di vera e propria valutazione economica, finanziaria e patrimoniale sia dell’azienda, sia del business plan sottostante il proprio piano di sviluppo.

In questa seconda fase di valutazione economica, finanziaria e patrimoniale, l’apporto dei Commercialisti è ancor più fondamentale in quanto il “Dossier” sull'azienda richiedente, redatto sulla base delle istruzioni e dei modelli forniti da DEMEP, è realizzato dal Professionista stesso, in stretto contatto con gli azionisti ed il management dell’Azienda candidata. Nei casi previsti, potrà essere necessario o conveniente per l’emittente ottenere un apposito rating da parte di uno degli istituti autorizzati al rilascio di tali certificazioni. In questo caso, l’intero processo dovrà essere strettamente seguito dal professionista dell’azienda, sempre con l’assistenza ed il supporto di DEMEP e tutti i suoi partners.

Superata positivamente anche questa seconda e ben più approfondita fase di analisi dell’azienda e del business plan, in stretto contatto con i Commercialisti di ANC – e sempre avvalendosi del supporto di DEMEP -, l’azienda sottoscrive una LOI (lettera d’intenti concernente l’attività di due diligence, volta alla possibile emissione di obbligazioni /titoli di debito)con gli Investitori presentati da DEMEP.

In caso positivo, la stessa impresa discute prima e sottoscrive poi con gli Investitori un Termsheet (contenente le principali condizioni di emissione dell’Azienda) e si prepara alla fase finale che porta all’emissione del Mini Bond. Tale ultima fase può opportunamente comprendere incontri diretti di azionisti e management della impresa emittente con gli investitori interessati alla sottoscrizione, preventivamente individuati e selezionati da Demep stessa. Anche in questa delicata fase di contatto con gli investitori, l’Advisor/Commercialista è al fianco del suo cliente e DEMEP assiste azienda proponente e professionista incaricato fino alla conclusione delle attività.

Fattore critico di successo del progetto ANC-DEMEP è la conoscenza della materia e dell’iter operativo dell’Accordo. Proprio per questo, l’ANC ha in corso di definizione le date del programma informativo/formativo sulla materia e sugli strumenti di supporto previsti, con l’obiettivo di rendere operativi i Commercialisti che intendono prestare la propria qualificata opera professionale in questo campo.

Sul sito dell'ANC, nella pagina dedicata all'iniziativa, è disponibile la news informativa completa e il modulo di contatto che i professionisti interessati all'adesione possono utilizzare per essere contattati dalla società DEMEP http://www.ancnazionale.it/convenzioni/demartinipartners-demep/

 

le proposte dei professionisti a tre candidati sindaco di Milano

 

Si terrà il 27 aprile all'Auditorium San Fedele di Milano, l'incontro-confronto promosso da Confprofessioni Lombardia con i candidati Gianluca Corrado (M5S), Stefano Parisi (centro-destra) e Beppe Sala (centro-sinistra). Dai professionisti dieci proposte per migliorare la vita dei cittadini

 

Parte da qui il confronto dei liberi professionisti con il futuro sindaco di Milano, che verrà presentato il prossimo 27 aprile alle ore 17.45 presso l'Auditorium San Fedele a Milano, in occasione dell'incontro con Gianluca Corrado (Movimento 5 Stelle), Stefano Parisi (centro-destra) e Beppe Sala (centro-sinistra), tre candidati in corsa per le prossime elezioni amministrative.

L'iniziativa è promossa da Confprofessioni Lombardia, che ha chiamato a raccolta l'intera comunità professionale milanese per un confronto aperto con i tre candidati sindaco sui temi del lavoro, della semplificazione amministrativa, del welfare, del digitale e della crescita; ma anche sui piccoli, grandi problemi che affliggono i cittadini e impediscono la piena fruizione dei servizi e degli spazi della città.

Parte da qui #miglioraMI, dieci proposte dei professionisti per migliorare la vita dei cittadini e delle imprese milanesi: un contributo di idee e di progetti che nasce dall'esperienza quotidiana di medici, dentisti, veterinari, architetti, ingegneri, periti, notai, avvocati, consulenti, commercialisti... che ogni giorno vivono le difficoltà dei cittadini rispetto alla macchina burocratica dell'amministrazione comunale.

L'evento, coordinato dal presidente di Confprofessioni Lombardia, Giuseppe Calafiori, vedrà la partecipazione di Gaetano Stella, presidente nazionale di Confprofessioni, e gli interventi di Carlo Maria Pinardi, docente dell'Università Bocconi di Milano e presidente di Analysis SpA; e di Andrea Granelli, esperto di nuove tecnologie e presidente dell'Archivio storico Olivetti.

L'incontro-confronto con Corrado, Parisi e Sala sarà moderato da Gian Giacomo Schiavi, editorialista del Corriere della Sera.

 

COMUNICATO STAMPA

NUOVE MODALITA’ DI ACCESSO AI SERVIZI TELEMATICI

LA SEMPLIFICAZIONE RESTA UN MIRAGGIO

 “Dal prossimo 4 aprile, agli utenti persone fisiche abilitati ai Servizi telematici Entratel e Fisconline verrà richiesto, all'atto dell'accesso, di inserire, oltre al Nome utente ed alla Password come avviene attualmente, anche il Codice PIN che viene attribuito a ciascun utente in fase di registrazione: si ricorda che tale codice, per gli utenti Entratel, si ricava estraendo dal PINCODE, rilasciato all'atto dell'abilitazione al servizio, gli 8 caratteri corrispondenti alle posizioni dispari; per gli utenti Fisconline, invece, è costituito dalle 10 cifre ottenute al completamento della procedura di abilitazione.”. 

Con questa nota pubblicata sul proprio sito lo scorso 29 marzo, l’Agenzia delle Entrate ha informato delle nuove modalità di accesso ai servizi telematici Entratel e Fisconline, operative da oggi, parlando di questa novità in termini di semplificazione nei confronti degli utenti.

Se esigenze di sicurezza non sono sufficienti a spiegare fino in fondo le ragioni del  cambiamento della procedura di accesso ai canali telematici, sia per le persone fisiche che per i soggetti giuridici, è invece chiarissimo l’impatto che tale novità ha sugli utenti -  spiega Marco Cuchel Presidente dell’Associazione Nazionale Commercialisti – costretti a risalire, per ricavare il Codice PIN, da oggi necessario per l’autenticazione, addirittura al PINCODE rilasciato dall’Amministrazione all’atto dell’abilitazione al servizio.

 Per i professionisti abilitati – prosegue il Presidente Cuchel - dover recuperare un dato che magari risale a molto tempo addietro può non essere semplice, così come la nuova procedura può non essere agevole per i cittadini utenti che devono accedere a Fisconline, senza contare che la modifica avviene a ridosso di un periodo intenso sul piano degli adempimenti telematici e che attualmente i programmi delle software house non sono in linea con la nuova procedura di autenticazione, la quale è pertanto bloccata.

Come professionisti e come contribuenti – conclude Cuchel - siamo sfiniti da provvedimenti che promettono di semplificare adempimenti e procedure, e che invece, puntualmente, ci costringono a confrontarci con soluzioni tortuose e complicate.             

LINK AL COMUNICATO STAMPA E ALLA RELATIVA RASSEGNA 

http://www.ancnazionale.it/comunicato-stampa-04-04-2016-accesso-servizi-telematici/  

la di testo >>

 

GIUSTIZIA TRIBUTARIA

IL RUOLO DEI COMMERCIALISTI NEL PROCESSO DI RIFORMA

 

La proposta di legge d’iniziativa parlamentare presentata lo scorso 8 aprile, che delega il Governo a riformare la giustizia tributaria con la soppressione delle Commissioni Tributarie provinciali e Regionale e con l’assegnazione alla giustizia ordinaria dei relativi procedimenti, contiene alcuni espetti che l’Associazione Nazionale Commercialisti considera positivi ed altri che invece ritiene debbano essere oggetto di una sostanziale revisione.

E’ preciso impegno dell’A.N.C. presentare nelle sedi opportune le proprie proposte di modifica tenendo conto del fatto che la Categoria dei Commercialisti, in ragione delle conoscenze e delle competenze che da sempre le appartengono sulla materia, è sicuramente in grado di apportare il proprio contributo al processo di riforma, con cognizione di causa.

“ Probabilmente – sostiene Marco Cuchel, Presidente dell’Associazione Nazionale Commercialisti – ha una concezione differente della professionalità Commercialisti,  l’Associazione Nazionale Magistrati,  la quale con una sua nota ufficiale del 21 maggio scorso, pubblicata sul proprio sito, tra gli elementi della proposta di legge di iniziativa parlamentare rispetto ai quali esprime contrarietà c’è addirittura il patrocinio da parte dei Commercialisti davanti ad un organismo di giustizia ordinaria, così come previsto dalla riforma del contenzioso tributario.”.

“Francamente – prosegue il Presidente Cuchel – non solo facciamo fatica a comprendere la posizione dell’Associazione Nazionale Magistrati ma come Categoria consideriamo inaccettabile ritenere che i Commercialisti siano da escludere dalla difesa del contribuente davanti al nuovo organo giudicante che sarà disciplinato dalla normativa. I Commercialisti, infatti, hanno competenze specifiche sulla materia, acquisite nell’ambito del proprio percorso di formazione e di esercizio della professione ed hanno  pieno titolo ad assumere la rappresentanza giudiziale in materia tributaria, al pari di altre categorie professionali.”.

Per l’ A.N.C. è opportuno certamente intervenire per fare in modo che la giustizia tributaria sia migliore sotto diversi aspetti, come la trasparenza e l’efficienza, e il ruolo di difesa e di assistenza tecnica che da sempre svolgono i Commercialisti costituisce un tassello determinante per il funzionamento dei procedimenti e per la garanzia dei diritti del cittadino contribuente.

“Chi sostiene il contrario – conclude Cuchel – lo fa in modo strumentale, ignorando gli aspetti cruciali di una vera riforma.”.

COMUNICATO STAMPA

RAPPRESENTANZA FISCALE AI TRIBUTARISTI

BLITZ NELLA LEGGE DI STABILITÀ

L’Associazione Nazionale Commercialisti esprime stupore e disappunto per quello che ha le caratteristiche di un vero e proprio blitz, operato in Commissione Bilancio in sede di approvazione degli emendamenti all’articolato della Legge di Stabilità per l’anno 2014.
L’inclusione dei periti ed esperti tributari iscritti negli elenchi delle Camere di Commercio e dei funzionari dei Caf tra i soggetti abilitati alla rappresentanza e all’assistenza dei contribuenti presso gli uffici dell’amministrazione finanziaria, è un’operazione discutibile sotto molti aspetti, il primo dei quali attiene alla sfera di competenza nella quale viene a cadere.
In considerazione di questa assoluta non pertinenza rispetto al provvedimento in approvazione, che riguarda misure di carattere fiscale, l’ANC auspica che le suddette misure siano stralciate, in quanto inammissibili, dagli emendamenti contenuti nel ddl Stabilità.


Il Segretario Generale
Dott. Rag. Angelo Di Leva

DECRETO SBLOCCA ITALIA E NUOVI OBBLIGHI ANTIRICICLAGGIO PER I PROFESSIONISTI (UN LABIRINTO SENZA USCITA).

ANC - Onorari Consigliati 2014.pdf
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Cara/o Collega

anche quest'anno è stato elaborato dall'ANC il documento "Onorari Consigliati per l'anno 2014", che Vi trasmetto in allegato.

Per l'elaborazione di questo documento, che vuole essere uno strumento di utilità per tutti i colleghi, preziosa è stata, come sempre, la collaborazione dell'Associazione Commercialisti di Livorno, che naturalmente ringrazio.  

Il documento sarà presto disponibile anche nella sezione “Documenti utili” del sito dell’ANC e del sito dell'ARCOL lombarda. 

Con i migliori saluti. 

Il Presidente ANC
Marco Cuchel

DOPO L’ABOLIZIONE DELLA TARIFFA, IL FISCO INTRODUCE LE PRESUNTE TARIFFE  

Gli Uffici dell’Amministrazione finanziaria preposti agli accertamenti, hanno da qualche tempo avviato un’attività di controllo, incrociando i dati relativi alle dichiarazioni trasmesse con le fatture emesse dagli intermediari abilitati.

Nel caso in cui al numero alle dichiarazioni trasmesse non si associ l’emissione della relativa fattura, l’Ufficio accertatore presume un maggior reddito imponibile generato da compensi oscillanti tra i 170 e i 670 euro, a seconda del tipo di modello Unico.

 “L’Agenzia delle Entrate non tiene conto di una serie di circostanze” spiega Marco Cuchel, presidente dell’ANC “Prima di tutto il fatto che l’attività dichiarativa è spesso esercitata a margine di una consulenza più ampia, la cui entità economica viene spesso calcolata con un forfait annuale che comprende diversi servizi quali la contabilità, le buste paga ecc…; in secondo luogo, non è detto che la cerchia della prestazione gratuita sia limitata ai congiunti”

“La seconda considerazione che sorge inevitabilmente è quella che i corrispettivi che si presume debbano essere stati percepiti pongono l’Amministrazione in un quadro di mercato completamente al di fuori della realtà” prosegue Cuchel “Infatti mi chiedo quale sia quel collega che riesca ad imporre e a riscuotere simili compensi, in un momento in cui la professione deve continuamente fronteggiare la selvaggia deregulation causata dall’entrata nel mercato di soggetti non sottoposti ad alcun vincolo formativo, assicurativo, disciplinare e deontologico”  

“Il Governo Monti, con il  DL 24.01.2012 n. 1, aveva a suo tempo abolito la tariffa per una serie di categorie di professionisti iscritti in Albi, tra cui quella dei commercialisti, creando anche un certo disorientamento. Ora si è arrivati alla paradossale situazione per cui quello che il professionista non può chiedere al cliente, può essere invece imposto dal Fisco al professionista….”

“Ci si chiede, inoltre, su quali presupposti detti importi siano stati determinati, uniformando le casistiche più diverse che si possono presentare nell’ambito di un tipo di dichiarazione. Ad esempio, un modello Unico persone fisiche di un contribuente percettore di reddito da lavoro  dipendente, proprietario di un immobile, sarà diverso dal caso di un proprietario di più immobili messi a reddito in diversi comuni. Così come si può dire delle società di persone o di capitali, che possono avere volumi di affari abissalmente differenti tra loro”.

La determinazione degli importi sembra sia stata parametrata su quanto riporta la tabella C del DM 20.07.2012 n. 240, che riguarda la liquidazione dei compensi in via giurisdizionale, casistica  completamente avulsa dal rapporto che nel tempo si instaura tra cliente e professionista. 

Se così fosse, lo scollamento dalla reale situazione del mercato la si può desumere anche dalla presunzione dei 20 euro applicati per ogni trasmissione, cifra che invece non viene quasi mai caricata sui costi del cliente e, laddove applicata, difficilmente supera i quindici”

Dimostrazione, questa, di come, ancora una volta l’Amministrazione finanziaria dà una rappresentazione del Paese reale ben diversa dalla situazione che ogni giorno vive la collettività, seguendo, come sempre, la logica del fare cassa.

Noi crediamo, invece, che sia giunto il momento di cambiare logica. 

Al Presidente del Consiglio  Nazionale

dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili         

Preg.mo  Dott. Gerardo Longobardi

Sua Sede                 

 

Roma,  29 settembre 2016    

 

Oggetto: Richiesta dimissioni Presidente CUP per

incompatibilità   

Caro Presidente, 

è da diverso tempo, purtroppo, che abbiamo prova di come il Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro abbia una linea di condotta volta ad esautorare le competenze professionali della nostra categoria in materia di consulenza del lavoro, con l’obiettivo ultimo di escluderci dalla legge istitutiva dell’attività dei consulenti del lavoro.   

Nonostante la legge 12/1979 riconosca agli iscritti all’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, come pure agli Avvocati, l’esercizio della consulenza del lavoro, queste prerogative professionali che ci appartengono sono continuamente oggetto di gravi e ingiustificati attacchi da parte dei consulenti del lavoro.  

E’ accaduto anche oggi, con l’intervento a firma del Coordinatore della Commissione Abusivismo del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, Franco Sette, pubblicato sul Quotidiano Lavoro – Sole24Ore, con il quale viene data un’interpretazione della legge 12/1979 che non è accettabile.        

Alla luce di tale situazione, l’Associazione Nazionale Commercialisti ritiene che l’attuale Presidente del Comitato Unitario Permanente degli Ordini e Collegi Professionali (CUP), il cui compito è rappresentare e tutelare gli interessi di tutte le Professioni, sia incompatibile alla carica per evidenti ragioni di conflitto d’interesse.  

Conseguentemente, l’ANC ritiene opportuno rivolgere al Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili la richiesta di prendere atto di questa condizione di incompatibilità e, nell’interesse del CUP e delle sue stesse finalità, di voler chiedere formalmente le dimissioni di Marina Calderone dalla presidenza del Comitato.   

Certo che comprenderai e condividerai le ragioni che hanno indotto l’ANC a formulare una richiesta di questo tipo, Ti ringrazio sin d’ora dell’attenzione che vorrai riservare alla presente e Ti porgo i miei migliori saluti.              

Marco Cuchel          

Presidente ANC

 

Investimenti Casse nel Fondo Atlante 2:  un’operazione che deve essere frutto di una valutazione tecnica e non di uno scambio

 

La richiesta formulata dal Governo alle Casse di previdenza private di immettere 500 milioni di euro nel Fondo Atlante 2, in occasione dell’incontro con l’Adepp, e la disponibilità incassata ieri da parte del Presidente Oliveti e dell’Assemblea, desta molte perplessità.                                                        Volendo sorvolare sulla questione del possibile conflitto d’interesse che si potrebbe configurare (il Ministero delle Finanze è azionista MPS e Ministero vigilante degli Enti previdenziali), non possiamo non esprimere preoccupazione per il contenuto finanziario dell’operazione e per le modalità con le quali è stato ottenuto l’assenso di massima dell’Associazione delle Casse private” dichiara Marco Cuchel, presidente dell'Associazione Nazionale Commercialisti.                                                                                                                             “In un momento in cui la decisione su qualsiasi investimento, da parte di privati o di soggetti istituzionali, necessita di una valutazione attentissima sotto il profilo dei rischi” prosegue Cuchel “il patrimonio delle Casse, che costituisce il futuro previdenziale di milioni di professionisti, non dovrebbe essere messo a disposizione di operazioni il cui esito al momento rimane incerto, considerata la situazione in cui versa l’Istituto in questione. La stessa Adepp, precisando che le decisioni finali saranno rimesse ai rispettivi CdA, ha specificato nella delibera resa nota di essere in attesa  delle proposte tecniche per le necessarie valutazioni sui rischi, evidentemente ancora ignoti. Conseguentemente a questa incertezza, alcune Casse hanno già reso noto il loro diniego all’operazione.”.                                                                                                   “Anche ammettendo che l’eventuale operazione d’investimento sia conforme a quei principi di prudenzialità a cui le Casse private hanno l’obbligo di attenersi” dichiara infine il presidente ANC “non possiamo fare a meno di sottolineare che le misure  promesse dal Governo all’Adepp (revisione dell’imposizione fiscale, eliminazione dall’elenco Istat degli enti pubblici e conseguente esclusione dall’obbligo  della spending review a favore delle casse dello Stato, maglie più larghe sull’autonomia di gestione) sono richieste che da tempo l’ANC ha più volte formulato rivendicandole come diritti che, ora, sembrano essere diventati merce di scambio. Le categorie dei professionisti non sono di certo insensibili ai richiami verso il senso di responsabilità nei confronti del Paese e le stesse hanno spesso mostrato la capacità di grandi sacrifici. Tuttavia, proprio in tema di Casse di previdenza, dove sarebbe importante un segnale da parte delle Istituzioni in favore di un progetto generale di riordino a beneficio della sostenibilità, messa a rischio dalla crisi di flussi demografici, il senso di responsabilità sembra essere inteso a senso unico.”. 

LETTERA APERTA AI COMMERCIALISTI   

IL RISPETTO CHE LA CATEGORIA DEVE A SE STESSA   

Cari Colleghi, 

sono trascorsi già alcuni anni, ma tutti noi ricordiamo come le vicende, purtroppo tristemente note, delle elezioni del nostro Consiglio Nazionale del 2012, abbiano segnato pesantemente la categoria. Il clima avvelenato, il confronto a colpi di ricorsi, le divisioni e spaccature hanno messo a dura prova, in modo irresponsabile e superficiale, l’autorevolezza e la credibilità dell’intera categoria, con conseguenze che per la stessa sono state tutt’altro che irrilevanti. 

Dopo l’esperienza del commissariamento, le elezioni del 2014 hanno permesso alla categoria di esprimersi democraticamente e di restituire ai vertici istituzionali pienezza delle funzioni e delle prerogative. Una volta superata, con il voto, la lunga condizione di stallo, abbiamo creduto che quanto di negativo vissuto fino a quel momento appartenesse definitivamente al passato, come una stagione chiusa, destinata a non ripetersi. 

Oggi, in vista del rinnovo dei vertici del Consiglio Nazionale e degli Ordini locali, la cui scadenza formale è il prossimo 31 dicembre, apprendiamo dalla stampa la presentazione di ricorsi da parte di Ordini Territoriali,  per impugnare dinanzi al Tar le decisioni assunte dal Ministero della Giustizia in merito agli effetti della nuova geografia giudiziaria e alle modalità di voto per  l’elezione del Consiglio Nazionale.  

Senza entrare nel merito degli atti giudiziari, riteniamo che per nessuna ragione si possa  rischiare di far ripiombare la categoria nel vortice delle dispute giudiziarie, costringendola nuovamente a vivere una condizione di immobilismo.     

L’Associazione Nazionale Commercialisti conosce da vicino le difficoltà e il disagio dei colleghi, e poiché le criticità che interessano la nostra professione e che siamo chiamati a dover affrontare sono purtroppo numerose ed impegnative, non possiamo più permetterci di impiegare tempo ed energie in estenuanti querelle giudiziarie, il cui unico risultato è di fare male all’intera categoria.      

L’ANC intende fare appello al senso di responsabilità di tutti i soggetti coinvolti, affinché siano  rispettate le decisioni del Ministero vigilante e ritirati i ricorsi che sono stati presentati, così da rimuovere ogni possibile ostacolo dal percorso previsto per giungere, in modo regolare e possibilmente coeso, al prossimo appuntamento elettorale per la nomina del nuovo Consiglio Nazionale.     

E’ auspicabile, infatti, che la categoria riesca a dare prova di unitarietà con la presentazione di una lista unica e, in ogni caso, anche se questo non dovesse accadere, è importante che la competizione elettorale si svolga nel pieno rispetto delle regole e che chiunque sia eletto alla guida dell’organismo nazionale riceva da tutti, nessuno escluso, piena legittimazione.   

Onorari Consigliati per l'anno 2014

Se consideriamo che la vigente normativa antiriciclaggio comporta già per i professionisti notevoli responsabilità, difficile immaginare che si potesse decidere di accrescerne ulteriormente il peso con nuovi provvedimenti normativi.
Invece ciò è accaduto con il decreto “Sblocca Italia” (D.L. 133/2014), convertito nella Legge n. 164/2014, con il quale sono state introdotte alcune disposizioni che interessano il settore dell’autotrasporto, una di queste in particolare prevede la totale tracciabilità dei flussi finanziari.
L’articolo 32 bis del Decreto impone, infatti, a tutti i soggetti della filiera dei trasporti di utilizzare esclusivamente sistemi di pagamento tracciabili, indipendentemente dall’importo delle operazioni, con l’obbligo per i soggetti destinatari della normativa antiriciclaggio, di comunicare al MEF le infrazioni, prevedendo per loro, in caso di omessa comunicazione, una sanzione il cui importo minimo è di 3.000 euro, di carattere penale e non oblazionabile.
Se prima, dunque, la soglia limite per l’uso dei contanti era uguale per tutti i soggetti, indipendentemente dall’attività svolta, adesso questa nuova disposizione, che oggi riguarda la filiera dell’autotrasporto, ma domani chissà quale altro settore, complica non poco la vita dei professionisti.
“Considerato questo nuovo scenario, forse - afferma il Presidente dell’Associazione Nazionale Commercialisti Marco Cuchel - è opportuno ricordare che i commercialisti hanno il compito di assistere cittadini contribuenti ed imprese, ed è questo ciò che vogliono e chiedono di poter fare, senza doversi ritrovare in un labirinto fatto di adempimenti che si moltiplicano, di disposizioni incomprensibili che si susseguono, di responsabilità che lievitano, di regimi sanzionatori sproporzionati oltre che discutibili nel merito. Un labirinto nel quale la categoria, ogni giorno, fatica a trovare una via d’uscita.
I Commercialisti non hanno certo scelto di assumere il ruolo di “investigatori”, che di fatto snatura la professione, gravandola di compiti e funzioni che non le appartengono e che non dovrebbe essere costretta ad assolvere”.
La lotta all’illecito deve essere obiettivo di tutti i contribuenti onesti ed è giusto e doveroso che ognuno faccia la sua parte, in primis lo stesso Legislatore, che ha il dovere di agire con cognizione di causa e coerenza, valutando correttamente gli effetti che i provvedimenti adottati possono determinare.

 

Il Segretario Generale

 

Dott. Rag. Angelo Di Leva

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